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COSA VORREI COMUNICARE ATTRAVERSO QUESTO BLOG: Le riflessioni introspettive dei miei giorni poco rosei, le insicurezze nelle cose che voglio dare il massimo, le mie conquiste quotidiane, il mio rapporto con il mondo che mi circonda, la passione che mi consuma da 6 anni e più per un uomo complicato, le aspettative di mio figlio che sta andando incontro alla sua maturità, le indignazioni per le cose ingiuste e i fatti sbagliati, le emozioni per persone incontrate per caso o per destino, le sensazioni incantevoli dei miei reportage, l'amicizia di sangue per le persone in cui credo e indifferente a chi non mi merita, l'orgoglio per alcuni miei scatti, i ricordi violenti difficili da cancellare, i miei esperimenti come graphic design. Vorrei comunicare l'urgente voglia di essere accettata per come sono, fredda ed incostante, passionale ed indifferente, profonda e superficiale, coraggiosa e codarda, altruista ed egoista, creativa e passiva, insofferente e comprensiva, fedele e farfallina, impulsiva e ponderata ma mai senza mezzi termini quando dico quel che penso.
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venerdì, 06 maggio 2005 MAROCCO CHE PASSIONE! APPENA TORNATA DA UNA SETTIMANA NEL SALENTO, MAGICA TERRA DI BELLEZZA ANCORA INCONTAMINATA. MA QUESTA E' UNA ALTRA STORIA. QUI INVECE IL MIO MAROCCO. ![]() Tutto inizio' con una telefonata dalla redazione di Max con la seguente domanda: Ti interessa fare il Marocco? Il mio spirito curioso non poteva perdere un opportunità del genere! Ho detto sì senza neanche prendere tempo per riflettere. Avete presente quando uno idealizza un paese, una cultura senza però mai approfondirla perchè il vero gusto sta nel vivere quel mondo anche se solo per un breve periodo? Ecco, quello è lo spirito con cui io parto ogni volta ed il Marocco ovviamente era perfettamente dentro i miei ideali. Prima di partire a volte mi capita di chiedere informazioni ad amici e conoscenti sulla meta di turno giusto per avere le loro impressioni personali, per captarne l'essenza di ciò che mi raccontano per poi confrontare con le mie sensazioni una volta arrivata. Il viaggio l'ho condivviso con altri due giornalisti e tante raccomandazioni da chi mi sta vicino, di stare attenta perchè potevo trovarmi in situazioni pericolose, fare attenzione ai miei attrezzi fotografici (sono capace di lasciare le mie cose sparse in giro credendo che il mondo sia ancora onesto come il cuore di un bambino), di stare attenta al modo in cui mi pongo alle persone (piccoli accorgimenti, a causa dei mie impeti impulsivi conditi dalle mie proverbiali gaffes), troppe cose da ricordare per una che quando arriva su un posto si meraviglia di tutto e si perde nei meandri della fantasia e realtà, e, confesso tutto ciò mi lasciava un pò preoccupata. Giusto appunto, arriviamo a Marrakech a pomeriggio inoltrato, con un benvenuti che era già tutto un programma. Sapevamo di avere alla nostra disposizione un auto con autista procurato dall'Ente del turismo marocchino visto che eravamo lì in vesti ufficiali ma non c'era nessuno che ci aspettava e il resto vi lascio solo immaginare, sembrava una comica, discussioni con tassisti in francese, numeri di telefono inesatti dei nostri contatti e inoltre prenotazione presso un albergo a Marrakech di nomi quasi identici. Un impresa scoprire quale era quello giusto! Ma per me tutta la confusione era solo un particolare insignificante dato il fatto che eravamo in Marocco e più precisamente a Marrakech! Città di cui ho sentito mille racconti, sognando le sue storie nelle voci dei cantautori e leggendo il suo fascino fra le righe dei poeti. Dopo una veloce cena in albergo, decidiamo di andare in centro nella immensa e famosa piazza Djemaa el-fna. Qui non ci sarà abbastanza spazio per descrivere ciò che ho provato. Delusione! Non c'è una altra parola che io possa descrivere lo stato d'animo del mio impatto con la città. Più m'incamminavo verso il centro, più mi veniva voglia di scappare, di tornare a casa. Troppa gente, troppi brutti odori, troppo casino, troppi bambini che ci toccavano e ci chiedevano "dirahms"! Addirittura uno di loro voleva dare fuoco ai lunghi capelli splendidi della mia collega solo perchè lei non gli ha dato dei soldi! Per fortuna questa situazione ci è capitato una sola volta. Poi ho appreso che il sabato e la domenica sono giornate di grande e intensa festa. E quella piazza così cinematografica, era un ammasso di gente che svolgeva i loro ruoli per i turisti per portarsi a casa qualche soldino in più. C'erano incantatori di serpenti, ragazzi con scimie ammaestrate per scatti fotografici ai turisti, venditori di spezie miracolose tipo viagra naturale, piante della giovinezza, donne che dipingevano le mani delle turiste con l'henné, bancarelle improvvisate a piccoli ristoranti per barbecue nel bel mezzo della piazza! Il fumo della carne abrustolita invadeva l'aria con prepotenza ed io mi domandavo da quando in qua il barbecue faceva così tanto fumo! Poi gli odori, erano un miscuglio di odori puzzolenti con sapori deliziosi. Non esagero! Siamo entrati nei souk e sempre di più la cosa mi faceva venire voglia di tornarmene a casa. Il souk sono i mercati di ogni genere messi in vicoli così bui e stretti da far mancare il respiro. Mi ha colpito il via vai di gente e manco fossero tutti stranieri!! I colori dei tessuti appesi al di fuori dei negozietti così piccoli che malappena ci stava il venditore, mi catturavano letteralmente l'attenzione. La mia sensazione di meraviglia missata da paura e disorientamento mi metteva spesso sotto gli zoccoli di un qualche asino. In vicoli così stretti si portano in giro le bestie cariche di tutto quello che potete immaginare. Fanno persino da spazzino! Avete presente il nostri camion della spazzatura? Bene, lì ci sono gli asini spazzini, con tanto di contenitori di vimini grandi più dell'animale stesso. Un turbinio di meraviglie, troppe per la mia anima assetata di conoscenza e in quelle poche ore della sera non erano abbastanza per suscitare in me un misto di voglia di andare via e di restare e farne parte. Torno in albergo e la prima cosa che faccio è scaricare addosso al mio capo i miei disappunti, come era orribile quel posto e che paura mi metteva e blah blah. Poi al telefono con il mio compagno facevo commenti terribili sulla città, domandandomi spesso come avrei fatto per tirar fuori belle foto! Insomma ero disperata. Ma ha da passa' a notata, no? Ore 8:00 appuntamento nella hall dell'albergo con il nostro autista che finalmente ci attende. Apro una parentesi per Said: gestisce una società di trekking e servizi per gli stranieri, L'Agaras Trekking. Persona estremamente semplice e affabile. Un giorno addirittura ci ha invitati nella sua casa a mangiare i suoi cibi insieme alla sua famiglia. Umili e per bene, ci hanno accolto come se fossimo vecchi amici, un atto che mi ha colpito perchè oggigiorno non si fanno più gesti così gentili. Il nostro viaggio è stato ancora più speciale grazie a questo ragazzo, profondo conoscitore del Marocco, che ha inoltre fatto un video di tutto il nostro viaggio. Partiamo per andare in centro. Il mio cuore era in subbuglio. Più guardavo intorno e più mi domandavo da dove avrei colto belle immagini. Perchè vi devo dire quello che penso, Marrakech è una città estremamente sporca, trafficata e puzzolente in certe zone. Davvero ci vuole un occhio molto aguzzo per cogliere situazioni belle! Poi ti coinvolge nella sua atmosfera così diversa dalla nostra, i suoi colori, i profumi, la gente, ma come primo impatto salta fuori solo il brutto. Almeno lo è stato per me. Entriamo nei souk per dei appuntamenti con i vari riads che c'erano in zona. Questa volta era diverso, non c'era tutta quella gente della sera precedente. I suoni erano incasinati ma soavi, i colori esplosivi, la luce stupenda. Persino gli zoccoli degli asini erano gentili, così almeno nella mia fantasia. Perchè vi confesso, qui c'è stato un miracolo. Ad un tratto ci ricredo in Marrakech! L'amavo, mi aveva presa di sorpresa con i suoi angolini misteriosi! Non capivo cosa mi stava succedendo. Il mio capo costantemente mi riprendeva perchè non smettevo di fotografare tutto quello che mi trovavo davanti con conseguente perdita delle nostre compagnie. Il mio telefono squilla, e io dico felice qui è bellissimo! forse il mio ragazzo mi avrà preso per matta vera! La sera prima volevo rientrare la mattina dopo ero inebriata e felice di essere lì. Il mio capo mi diceva chiaramente che ero matta. Mi prendeva in giro, perchè diceva che la sera prima non mi piaceva il Marocco e la mattina dopo ero già entusiasta! Che ero molto strana. Forse! Ho conosciuto finalmente i bellissimi riad. Case di 3/4 piani con giardino in mezzo e che ora vengono restaurati e messi a disposizione dei visitatori. Piccoli e magici hotel di incantevoli ambientazioni. A Luglio uscirà un articolo solo sui riad e vi farò sapere su quale giornale. Dopo tutta la frenesia di Marrakech, nella quale siamo stati solo due giorni, siamo partiti per Essauoira. Qui mi sembrava di essere in un altro mondo non più in Marocco. Le case rigorosamente bianche in contrasto con Marrakech che sono tutte di colori sgargianti. Molto Europea. il porto sembra una scenografia dei film di Hitchcock che se non sbaglio ha girato qualche film qui. Il mercato dei pesci sembra uscito da un mondo fantastico. Luce meravigliosa, nonostante fotografavo a mezzo giorno, pessima ora per i fotografi, la gente mi parve tranquilla e disponibile a farsi ritrarre al contrario di Marrakech. Vento forte. Il mare addormentato nel seno di una immensa spiaggia vuota, sabbia dorata, popolata ogni tanto da un piccolo numero di surfisti. Il mercato colorato e improntato sul bianco e blue, tipici colori del posto, almeno così ho colto. Questa è Essaouira. Piccola cittadina di mare con porte aperte ad essere esplorata. Torniamo a Marrakesch per dormire e la mattina dopo partiamo verso Ourzazate, passando per il colle di Tichka a più di 2000mt d'altezza, dove ho visto prima dei paesaggi che somigliavano alla Toscana! Mentre si proseguiva ci siamo trovati in un villaggio con un mercato berbero, dove abbiamo assistito le trattative dei berberi per vendere pecore e asini. La cosa che più ci ha fatto effetto è stato ad un certo punto vedere la prova degli asini. Avete presente quando un venditore d'auto vi fa provare una macchina per cercare di vendervela? ecco, lì c'erano i proprietari che montavano questi muli e andavano avanti e indietro per fare vedere come erano veloci!! una cosa buffissima, vi assicuro. Poi con la nostra 4x4, abbiamo attraversato un lunghissimo percorso nelle alte montagne di colori incredibili con predominanti rosa a rosso, la Valle D'Ounella. Abbiamo incrociato vari paesini tutti fatti di fango! Ma la cosa più incredibile per me erano le Kasbah, grandi castelli costruiti rigorosamente di fango. Al loro interno delle vere stanze da re, con pareti ricoperte dai "zellij", mosaici di terracotta fatti a mano, e porte di legno intarsiate. Abbiamo mangiato in un villaggio che si chiama Ait Ben Addhou, dove si trova uno dei più famosi Kasbak del Marocco, dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Qui c'è ancora in piedi una maestosa porta di entrata alla città costruita apposta per alcune scene del film Laurence D'Arabia. Un atmosfera incantevole. Subito dopo ripreso il percorso verso L'Oasi Fint per qui attendere "le coucher de soleil", uno dei più spettacolari tramonti che ho visto, di cui foto. La mattina dopo abbiamo ripreso il viaggio verso Ourzazate. Per arrivarci abbiamo fatto il percorso tra le valle de Toundra, per Tinghir. Nel tragitto abbiamo fatto pic-nic in un Oasi e visitato una grande gola, Gole de Dades. Ero molto eccitata perchè finalmente mi sarei trovata nel deserto delle dune di sabbia. Per strada ci siamo imbattuti ancora nei vari Kasbah con quasi sempre enormi nidi di cicogna, ognuno più fantastico dell'altro. Finalmente nel pomeriggio arriviamo ad Erfoud, un villaggio fermo nel tempo, con donne che indossano un manto nero dalla testa ai piedi, neanche si vedono gli occhi. Ancora altri pochi km e siamo all'inizio del grande deserto, all'hotel Said Kasbah, dove siamo stati accolti da un gentilissimo padrone di casa. Per la mia sorpresa era un Kasbah vero, un pò più moderno ma vero! Nel bel mezzo del deserto. Isolato dal mondo. Tempo di posare le valige per partire per le dune che ci voleva ancora altri 30 min per arrivarci. Prima di iniziare la grande passeggiata, ho incontrato delle bellissime carcasse di un aereo, pare rimanenze del film Il Piccolo Principe. Lo scenario era da favola, infatti. Qui, indovinate un pò? Il cielo era coperto! Potete immaginare la mia delusione? La cosa che mi ha più colpito in Marocco è proprio il colore dei cieli. Di un azzurro intenso e vivo. Proprio quel giorno invece... Le dune senza luce è come vedere nel buio. sono stata lì per un pò sperando che gli Dei mi fossero complici ma niente. Ho scattato lo stesso, tanto c'è sempre photoshop che ci permette di inserire uno dei mie tramonti di prima. Non è la stessa cosa, lo so, ma non potevo stare lì a guardare senza provare a imprimere quella atmosfera lunare. E l'ho fatto per ricordo anche di come può essere le dune senza tramonto. Alla Said Kasbah ci hanno preparato una meravigliosa cena con couscous e carne fatta in maniera marocchina. La notte è stato un sogno, le stanze di fango mi facevano credere di essere dentro un grande giocattolo. Ho dormito beata, fantasticando le dune al tramonto. Pronti alle 9:00 per un viaggetto lungo 500 km. Verso Fez. Non potete immaginare la meravigliata di trovare una città poco più di 30 km da Fez che sembrava la svizzera, infatti la chiamano la Svezia del Marocco. Strade bellissime, le case di tetto a punta come una città del Nord Europa, davvero incantevole. A Fez, era già tramontato il sole quando siamo arrivati. Modernissima, auto di lusso, i cittadini di Fez in abiti moderni e palazzi di moderne architetture. Era la giornata della circoncisione! C'era il re in città che aveva fatto la circoncisione al figlio e la folla andava per le strade impazzita a cercare il loro re, in grande festa. Ma la vera sorpresa stava dentro la Medina, la città vecchia. Qui il tempo sì è fermato. gli asini scorrono fra i vicoli centenari. L'architettura è imponente, autentica impronta d'Oriente. Ambientazione da mille e una notte. Immagino quanto sia stata bellissima quella città nei suoi tempi d'oro. Abbiamo avuto una guida d'eccezione, un americano, esperto di lingue arabe, Presidente dell'istituto culturale di Fez, noncchè proprietario di bellissimi riad, David. Praticamente aiuta a recuperare parte della storia architettonica della città. Ha una passione sfacciata per ogni piccolo particolare dei vicoli, delle case, delle persone, quasi un maniaco. Pensate, è l'unico che non parla francese, solo arabo. Mi faceva troppo riflettere nella vita. Un americano a Fez che parla solo arabo e che ci fa da esperta guida in quel angolo di mondo! E' per questo che io amo viaggiare, trovare situazioni indimenticabili come queste che ho vissuto. Spero che il mio racconto, vi possa aver messo un pò di curiosità per andare a conoscere il Marocco. Senza pregiudizi, liberi di spirito. L'articolo su questo viaggio esce a Giugno su Max. Le foto che ho scattato sono tantissime e impossibile pubblicarle tutte, avrete un assaggio in attesa, chissà, di magari un giorno, una mostra, un libro dove potrò testimoniare la mia presenza in quella terra magica. postato da monicasilva | 18:24 | commenti (27) |